...Parole, suoni, fantasmi nella nebbia...
pensavo che zeffirelli fosse morto..e. invece eccolo che ricompare per quella baracconata-pomposa della firma della costituzione di quale europa(?)....mi è sempre stato veramente sui coglioni...che palle...ci sono delle uscite interessanti...libri...donald antrim...per la minimumfax...un film, che mi piacerebbe vedere....The village...che magari sarà una boiata, ma non lo so forse non è così male....tra poco uscirà il disco di HERSELF, per Subcasotto.....il progetto di Gioele Valenti, persona stupenda....che conosco solo per due righe, poesie, libri, una briciola di canzoni...e due parole opportune....è una persona speciale......parto per la metropoli...è ho un gran voglia di andarci.....di abbacciarti...sto ascoltando Tenco....mi piace qualche sua canzone....e questa Vedrai Vedrai...è in assoluto una delle più belle canzoni che io abbia mai ascoltato...è tornato anche il buon vechcio bin laden....nella veste di statista...leggendo un messaggio e non più andnado a braccio...anche lui si sta dando un tono....certe volte mi chiedo come siano nell'intimità, nella vita privata queste persone.....che cazzo faranno? si scoperanno il mitragliatore? bush che fa? si spalmerà di petrolio e versetti biblici? e bertinotti, che farà? si arrotolerà nella bandiera della pace e rotolerà giù da un burrone?
..ascolto i giardini di mirò......pezzi vecchi...nuovi...vento freddo.....dovrei leggere...ho poco per la testa....cercherò qualcosa di nuvo...forse vedrete due interviste...due chicche....una persona verrà intervistata domani...l'altra risponderà con calma.......rifletto.....e penso che per un bel po', ma proprio tanto tempo......il sottoscritto non parteciperà più ad alcuna presentazione di wrong...eccetera.....è un avviso a tutti coloro che me lo volessero chiedere. basta presentazioni dal vivo.....le ragioni sono tante....e per la maggior parte di carattere personali...il restante è che mi annoio e mi fa schifo sentirmi ancora una volta parlare di wrong....e con questo...lascio a voi........un saluto a malcom lowry...oggi pensavo a lui...con calma...lenta come la sete che mi divora....
ieri ho avuto una giornata intensa, dura....ma bellissima....e lo dico con sincerità....una persona mi ha mesos a nudo ed è arrivata totalmente dentro di me....quella persona è fuori dal comune....avevo promesso di non parlarne mai...ma oggi era impossibile restare zitti
ieri sera, ho incontrato nel girovagare per tv, quella brutta faccia di santoro e freccero, ex direttore di raidue......non lo so, ma non mi sono mai piaciuti....per niente...è una cosa davvero schifosa che non lavorino più...censurati...ma mi sono sempre stati sul cazzo...sarà un discorso confuso...ma cerco di farlo...all'interno della serata, sabina guzzanti, ha cercato di dire come giornalisti, politici, imprenditori, facciano comunque tutti parte dello stesso calderone, (non tutti tutti, ma comunque) si conoscono, vanno alle feste, si scambianof avori, che è difficile poi attaccarsi frontalmente, facendosi male...l'amicizia rutelli-previti spiega molte cose....ma poi mi dico: santoro si è presentato alle elezioni europee col centrosinistra, la gruber idem, adesso zaccaria a milano...eccetera eccetera....queste cose mi fanno davvero schifo....santoro parla parla...e poi ha lavorato per berlusconi...lui dice che è un conto lavorare per lui, e un conto essere comprati dalui.....ma il conto non mi torna...mio nonno, tornato dalla guerra, per rifornire il suo albergo ristorante faceva un immenso giro dell'oca pur di non comprare carne da un tizio che aveva combattuto nella milizia di salò....un bravissimo giornalista, massimo del papa, che stimo moltissimo, spiega molto bene queste cose...mantenere l'identità...dire senza peli sulla lingua quello che si pensa (le mazzate che si è preso per il caso battisti, wuming, enzo baldoni) e diffidare di tutti quelli che ti parlano che combattono il sistema dall'interno per minarne le fondamenta....vorrei essere tanto un cowboy solitario come ne l film, Il cavaliere della valle solitaria, un film western del 1953 che è stupendo per come fonde lirismo e immagini della mitologia classica...lui arriva, sistema le cose, ma ne lascia sospese delle altre e se ne va.......sono stanco, davvero stanco, degli affabulatori......il santoro che dice che sentire parlare freccero è educativo...educativo sto cazzo, gli avrei tagliato la lingua e l'avrei data in pasto ai corvi...si credono dei geni...ma vaffanculo...che confusione e non sono riuscito a spiegarmi...e finalmente un po' di chiarezza sui mercenari...e che vadano a fanculo pure loro........adesso accendo i godspeed........
ched ire....ho fatto tardi al lavoro, bloccato in un magazzino di merda, con teste di cazzo che parlavano come dei robot....che vite di merde che hanno...li vorrei far fuori tutti quelli lì...ho finito il libro di lethem...grandioso....degli altri, l'invenzione surreale appare per un particolare stupendo, per il resto è molto diverso, realistico, cronachistico....adesso comincerò altre cose....ho scritto qualche poesia....e sto risistemando il libro....lentamente........lentamente......quelle persone di sopra lavorano così tanto da far perdere alle figlie due dita....e lo dicono ridendo.......è uscito anche l'ultimo di pahalaniuk. seduto sul camion, mi sono visto allo specchio, davanti a me la grande cava che divora la montagna...il silenzio...le luci...la pioggia....nient'altro....
è uscita una bellisssima recensione di wrong, la potete trovare su www.lankelot.com in critica letteraria o narrativa, comunque cercatela, leggetetal e visitate il sito che è molto interessante. stasera me ne sto chiuso in casa a dormicchiar ee a vedere un film in vhs, niente altro. è stata una settimana dura, ma lo dico sempre. domani comprerò il disco nuovo di elliott smith...sono impaziente di sentirlo e poi comprerò anche qualcosa d'altro....sfogliavo i giornali...che schifo che fa ormai La repubblica....i giornali che si travestono di colori e che somigliano sempre più alle pubblicità dei supermercati...leggevo che Wal Mart, la gigantesca catena di supermercati statunitensi, che ha un sacco di cause legali per discrimanzioni sul lavoro, ha costruito un suo centro commerciale in un'area archelogica degli incas....che dire.....non ci sono parole......e sto buttiglione...sto tremaglia...che fine che avrebbero fatto 50 anni fa....
il racconto più avanti, almeno non ingolfo il blog.
Era da tempo che mi ero ripromesso questa intervista e finalmente, ecco le domande che ho rivolto a Lisa Massei, scrittrice, autrice di Insomnia (Il foglio letterario, 2004) e Maybe (ComixComunity, racconto illustrato da Oscar Celestini), poetessa, anche disegnatrice e soprattutto un’amica speciale….(sul sito www.mielenero.altervista.org trovate un sacco di altre notizie, interviste, racconti, anticipazioni)
1)Allora, ci siamo conosciuti grazie a 79 punti di fuga e Teste decapitate, una raccolta di poesie, che erano stati recensiti su Succoacido molto tempo fa. Il tuo linguaggio allora, era ancora molto classico, ricercato e in alcuni spunti molto difficile, ora invece, sia nelle poesie, nei racconti che nel romanzo, il tuo linguaggio sembra essersi trasformato in un qualcosa di più semplice ma che comunque denota una continua ricerca sulla parola…come è nata questa trasformazione?
Si… è passato un po’ di tempo… ed è strano, certe volte, come due autori sconosciuti riescano ad entrare in contatto… strano e bello, forse è proprio questa la cosa che più mi piace di pubblicare.
Teste Decapitate era una raccolta di poesie autoprodotta. Non era la prima che mi autoproducevo, montavo, fotocopiavo e spillavo, regalandola o scambiandola, ma penso che sia stata una sorta di punto di unione fra quello che ero e quello che stavo diventando, in un certo senso, un ponte di passaggio per crescere e capire delle cose. Questo vale sia per me come persona che per me nella scrittura. La mia scrittura prima era indubbiamente più difficile e classica, mentre adesso credo di avere trovato una forma più moderna e semplice che mi rispecchia maggiormente. Non scrivo poesie usando la metrica, cosa che ho fatto per Incendio di Mille Foglie, in assoluto la mia prima autoproduzione, mi piace il verso libero. Mi piacciono le cose dirette che ti arrivano senza troppi giri di parole. Le cose decise, poco buoniste, che puntano dritte verso un obiettivo. Non so se adesso la mia scrittura denoti, come dici tu, una continua ricerca sulla parola, nel senso che magari è una cosa che mi viene fuori senza volerlo, leggo tanto, sfoglio spesso, anche se non spessissimo, il dizionario, ma difficilmente lo faccio mentre scrivo… è vero però che mi piace giocare con le parole, trovare sinonimi e assonanze, ripetizioni che ridondano per dare effetti di ossessioni… velocità, colori…
2)Cosa ti ha spinto a scrivere? Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente influenzato?
Cosa mi ha spinta a scrivere? Be… forse non una ma una serie di cose. Ogni volta che ci penso mi viene in mente una mia carissima prof delle medie, che mi ha fatto nascere questa curiosità per i libri… ma credo di aver avuto questa spinta per la scrittura forse principalmente come mezzo di sfogo. Ho smesso di disegnare e ho iniziato a scrivere. Gli autori che mi hanno influenzato sono soprattutto americani… come Richard Matherson, che mi ha fatto completamente rivedere il mio concetto di letteratura di fantascienza, di cui ho apprezzato tantissimo il suo Vampiri, ristampato poi come Io Sono Leggenda, credo… Penso mi abbiano influenzato Bukowski, Carver, Michael Cabon, Richard Yates, al femminile la Homes che ha scombinato tutto con la sua raccolta di racconti La Sicurezza Degli Oggetti, Aimee Bender ed il suo modo di essere surreale lasciandoti con i piedi per terra, Emily Dickinson e molti altri.
3)e come sono cambiati i tuoi gusti letterari in questi anni? E quanto hanno influenzato la tua scrittura?
Bè, prima di conoscere una certa persona (che mi pare si chiami Andrea, ma non ricordo bene…O_O) non avevo ben evidenziato i miei gusti. Leggevo molto meno di adesso. Poi ho conosciuto una persona più una persona, (forse si chiamano Andrea e Dario, li conosci?) che mi hanno circondata in un mondo di libri tutti da scoprire… Penso che i miei gusti siano sempre stati questi, solo che dovevo trovarli. Indubbiamente aver scoperto tutti questi autori americani, che hanno preso il posto di Nietzsche, Hesse e compagnia bella, mi ha aperto un altro universo, un altro modo di vedere e concepire la letteratura e, di conseguenza, mi hanno portata verso un’altra concezione della scrittura. Quindi penso di poter dire di esserne stata influenzata molto e, per quanto mi riguarda, la ritengo una cosa positiva.
4)E si è notato anche uno spostamento graduale sempre più verso la forma racconto-libro….una scelta voluta, di necessità, un impulso? Cosa è stato?
Difficile dire cosa è stato. Forse una voglia di mettermi alla prova. Sono stata per anni convinta che non sarei mai stata capace di scrivere un romanzo, mentre adesso scrivo principalmente in prosa…
Il processo da racconto a racconto-romanzo, come potremo definire Insomnia, credo sia stato un impulso, in un certo senso anche la voglia di sperimentare qualcosa di diverso, un intreccio, situazioni che di intersecano, che si avvicinano e si allontanano. Forse perché sentivo la necessità di esprimere come vedo e percepisco i rapporti umani che per me hanno questi legami strani. Probabilmente non ci sono riuscita bene al cento per cento. Su Insomnia adesso ci vedo un sacco di difetti, ma sono contenta di essere partita da questo.
5)Gli argomenti dei tuoi scritti, i colori, le atmosfere, richiamano molto un attaccamento al corpo che io vedo molto nella Plath e in David Lynch…cosa ne pensi?
Bè… penso che non è che siano semplicemente fenomenali. Della Plath non mi piacciono tutte le cose che ha scritto, ma molte le ho apprezzate, e mi piaceva la sua vita, la fragilità e, appunto, il modo in cui parlava del corpo. Di Lynch mi piace praticamente tutto. Le atmosfere che crea, i personaggi, le storie assurde e surreali, il modo di analizzare senza freni ed inibizioni l’essere umano. Sentirmi dire che nei miei scritti ci si sentono i colori e le atmosfere di questi due grandi, bè per me è semplicemente uno splendido complimento…
6)Dai tuoi racconti e da Insominia emerge una donna travagliata, ma anche “colpevole”, aggressiva, lacerata…come degli incubi…mi chiedo se le tue pagine siano una deformazione della realtà, come le immagini in uno stagno rovinato dal lancio di un sasso…oppure una cruda e semplice descrizione di eventi, stati d’animo….come una fotografia della realtà?
Entrambi, probabilmente. Scrivendo Insomnia ho provato a calarmi nei personaggi e la parte di me, che fa parte di questi personaggi, è quella che li ha fatti muovere. Nel senso che probabilmente se mi trovassi in quelle situazioni farei le stesse cose. Le donne che ci sono in questo libro sono portate all’etremo, costrette a lottare con aggressività verso un mondo che gira senza tener conto di loro. Gli uomini purtroppo fanno soprattutto da contorno, sono la chiave che risolve o peggiora certe vicende, forse li ho un po’ trascurati, ed è probabilmente per questo che il nuovo romanzo è soprattutto al maschile.
7)Insomnia, come è nato il titolo e il libro? I capitoli brevi danno un ritmo musicale, da breve respiro prima di gettarsi da un balcone.
Oddio. Ecco. Mi hanno già detto che Insomnia sembra un inno al suicidio, ma so che nel tuo caso ha un altro significato… Con Insomnia, forse volevo principalmente esprimere questa forte necessità di sentirsi in pace. Ma per me pace e morte non vanno necessariamente a braccetto, anche se naturalmente mi è capitato spesso di pensarla così.
Il titolo si lega ad un personaggio, che poi è quello che apre e chiude il libro. Questa ragazza che non riesce più a dormire.
8)Se devo fare una piccola critica ad Insomnia, è forse il sapere che si sarà un finale col botto…come se il libro spingesse tutto verso quel finale…cosa ne pensi?
Che probabilmente è vero. Che quel finale lo avevo in mente da anni e quando ho trovato dove metterlo forse ho creato per conseguenza anche questa sensazione. Inoltre ho sempre avuto una fissa, che adesso si è un po’ plasmata, per i finali. Forse perché mi è capitato spesso di vedere un film o di leggere un libro che si rovinavano proprio lì, sul finale. Un finale non va mai sottovalutato, perché credo possa compromettere tutta la riuscita di quel che c’è prima. Può addirittura cambiare il significato e cancellare delle emozioni. Però, è anche vero, che un finale con il botto non da sempre l’effetto desiderato, sa di studiato, di premeditato… ed è un errore anche questo.
9)Come sta andando il libro? E soprattutto tu sei soddisfatta del libro, delle impressioni, della distribuzione…c’è qualcosa che è andato storto?
Sono contenta, come ti ho già detto, di aver esordito con Insomnia. Sono contenta dei commenti che mi hanno fatto alcune persone, di certe recensioni che sono uscite, delle critiche, sono contenta di essere entrata in contatto con persone che mi hanno dato una mano per farmi pubblicità, che mi hanno dato fiducia credendo in me. Ecco, queste cose non me le aspettavo.
Adesso le cattive. Naturalmente non sono contenta di molte altre cose… Uscire per una piccola casa editrice per certi versi è come autoprodursi. Non sono contenta della distribuzione, anche se non mi aspettavo i fuochi d’artificio, Il Foglio è una casa editrice onesta, che ti dice le cose come stanno, ma che forse è divisa fra troppe cose, e tende a trascurare dei particolari importanti, per mancanza di spazi, di tempo, di forze, ma anche di stimoli, credo, e per via di puri e semplici errori.
Il risultato è che se non sei tu a darti da fare il tuo libro muore prima di essere nato.
Per questo dicevo che uscire per un piccolo editore è un po’ come autoprodursi.
La visibilità è la carenza più grande, come si può immaginare. Ma anche la pubblicità.
Ci sono poi tanti stronzi a cui la casa editrice ha mandato copie del mio libro per recensioni che non verranno mai fatte. Ci sono librai che ti chiedono da 300 euro in su per organizzare una presentazione del cavolo. Ci sono quelli che si rifiutano di girare gli ordini del tuo libro.
Ci sono le persone che ti scrivono che vorrebbero avere una copia del tuo libro, ma quando scoprono che si trova soprattutto via posta e su internet, pensano, ma che cavolo di libro è questo?
Ci sono quelli che ti scambiano una biblioteca.
Il mondo, ne più ne meno…
10)So che sei un amante della scrittura orientale, in particolare di Murakami e di Bei Dao, cosa mi dici di questi due autori, cos’è che maggiormente ti ha colpito dei loro libri?
Mi sono avvicinata alla letteratura orientale con Banana Yoshimoto, che poi ho finito con l’abbandonare, oppure è stata lei ad abbandonarmi, visto il suo assottigliarsi verso una scrittura sempre più appiattita. Bei Dao è stato un incontro inatteso. Ero a Firenze e mi stavo spulciando i libri di poesia alla ricerca di qualcosa di stimolante, quando ho trovato il suo Speranza Fredda, una raccolta di poesia coinvolgente, una delle più belle mai lette. Murakami invece l’ho scoperto a scoppio ritardato, avevo comprato quasi a caso A Sud Del Confine, A Ovest Del Sole, diversi anni fa, lo avevo messo in libreria e non lo avevo mai letto. Poi un tipo mi ha consigliato Dance Dance Dance, e mi sono ricordata di lui… e da lì la passione per questo autore in cui ho ritrovato tante cose che mi hanno fatto pensare, mi sono letta quasi tutti i suoi romanzi, che in qualche modo hanno sempre un filo conduttore. Ci sono delle cose che si ripetono, ma che rimangono comunque fresche. Non so, magari anche questi personaggi molto fragili, che detestano parlare di se stessi, che si trovano nei guai e finiscono con l’affondare in situazioni ai limiti della realtà, come una specie di viaggio introspettivo, una via, una svolta, una perdita, porte che si chiudono e si riaprono.
Negli autori orientali ci trovo un fascino sottile e non volgare, leggero, che sa di purezza. Penso che sia questa la cosa che principalmente mi attrae.
11)Homes, Sebold, Bender…cosa ne pensi? Personalmente le ritengo autrici che con stili, trame, che esprimono in una maniera molto semplice, emozioni forti e spunti di riflessione a 360 gradi…come mai in Italia, questo non è possibile?
La pazza scatenata Homes, la placida Bender, e la fragile durezza della Sebold… penso siano tutte e tre delle ottime scrittrici, che in qualche modo si avvicinano fra di loro, pur avendo stili diversi, ma forse anche tipici di una semplicità moderna, che comunque non può lasciare indifferenti. Forse in italia ci sono scrittori con le stesse o con altre capacità che potrebbero stimolare spunti di riflessione a 360 gradi, come dici tu, ma o non hanno abbastanza voce per farsi sentire, oppure devo ancora conoscerli. Non so, forse in italia mancano degli scrittori modesti, che scrivano pensando a scrivere e non pensando a quanto possa essere vendibile quel che scrivono. Forse manca una sincerità di pura devozione nei confronti della scrittura.
12)Musica e cinema, quanto entrano nelle tue pagine? Ascolti musica mentre scrivi?
Sia la musica che il cinema penso che mi influenzino e mi diano motivo di ispirazione. Forse più il cinema… anche se ascolto tanta musica. Mentre scrivo metto sempre un cd, solo che certe volte sono così assorbita dallo scrivere che non mi accorgo neanche che il cd è finito e questo in un certo senso mi innervosisce, perché penso che abbia senso ascoltare un cd se lo si fa con attenzione. Nonostante questo preferisco di gran lunga scrivere ascoltando un cd, piuttosto che farlo in silenzio. Un buon film penso che lasci inevitabilmente delle tracce che non si possono cancellare, è un po’ come vivere delle emozioni sulla propria pelle, vedere un film può essere davvero una esperienza. Per questo credo di esserne molto influenzata. La musica trasmette emozioni che arrivano attraverso canali diversi, che in qualche modo entrano a far parte anche della mia scrittura, credo, ma che riesco a distinguere con più difficoltà.
13)Carver diceva che si può scrivere ovunque, che il troppo tempo alla fine può uccidere uno scrittore….cosa ne pensi?
Penso che forse è vero. Che Carver dava dei consigli della madonna, come il fatto che mettersi davanti ad una macchina da scrivere e pensare a scrivere può stimolare più di quanto si crede… Ci sono milioni di persone convinte del contrario, ma penso che spesso siamo influenzati da condizioni mentali, che invece di liberarci ci frenano.
Tornando al tempo di uno scrittore… io non faccio che pensare a ritagliarmi tempo per scrivere, passo la settimana di corsa senza potermi dedicare alla scrittura, con la voglia di scrivere che certe volte ti manda in depressione. Mi è capitato di stare per dei mesi senza lavorare, con un sacco di tempo a disposizione, e in quei periodi ho sempre scritto tantissimo. Credo che fondamentalmente la scrittura risenta di tutto quello che fa e che pensa uno scrittore, nel senso che anche lavorare, soffrire, fare delle cose contro la propria volontà, essere costretti a ridurre i tempi ecc… siano cose che alla fine possono anche stimolare, diventare motivo di ispirazione.
Uno scrittore ha bisogno di fare esperienze. Di vivere alcune cose a pelle. Sbattere la testa. Romperi il collo. Ma ha anche bisogno di tempo per non uccidere le idee che passano e certe volte se ne vanno (chi ha detto che ritornano? Per me qualcosa ritorna, qualcosa no).
Non so, in definitiva, se il troppo tempo possa uccidere uno scrittore, forse perché è difficile parlare di tempo oggi come oggi…
14)Mulholland Drive?
Dopo Twin Peaks è stato il secondo film che ho visto di Lynch. Lo adoro. È un bel film. Paranoico e surreale. Che rappresenta in modo piuttosto singolare lo sdoppiamento di personalità, il mutare di situazioni che alla fine si ribaltano, cose che a me personalmente sono accadute spesso in amicizia. Nel senso che certe volte sembravo io quella più forte, che sapeva tenere a freno la situazione, per poi ritrovarmi fragile e incapace.
15)Un segno invisibile e mio?
Un libro piacevole. Surreale. Che potrebbe essere scambiato per un libro semplice, ma che in realtà nasconde disagi e sofferenze di fondo. Il tutto scritto con uno stile dal retrogusto di una fiaba per adulti.
16)Infinite jest?
Si può esprimere in poche righe quel che è contenuto in un mattone?
Non lo so… so solo che un libro così non sarò mai in grado di scriverlo.
Che Wallace è uno scrittore piacevolmente complicato. Che, adesso che ci penso, mi ricorda molto Lynch, forse per la sua stessa capacità di analizzare.
Infinite Jest è un libro difficile, duro, che ti entra dentro svuotandoti, mettendoti in mano tutto quello che sei e potresti diventare.
Ti sbatte in faccia il mondo, la verità.
La fine. L’inizio.
Persone che sbagliano e che vogliono cambiare.
Non ho ancora conosciuto altri scrittori così complessi che non siano anche soporiferi. Forse proprio perché Wallace è davvero così.
17)Maybe, come è nato, ci puoi parlare di questa tua nuova creatura?
Maybe è nato per caso.
Una idea buttata lì, che sembrava non avrebbe mai preso forma.
Per me è stata un’ottima esperienza per misurarmi con me stessa e con Oscar, da cui è partita l’idea di base. Diciamo che lui mi ha dato l’input, che poi ho plasmato a mio piacimento. Non sono riuscita a seguire fedelmente la sua linea guida, ma fortunatamente il risultato lo ha convinto, e anche meravigliato, credo, considerando l’impegno con cui si è dedicato ai disegni.
Maybe è un pianeta alla fine del mondo, in cui l’uomo è ghettizzato. Un uomo impotente, che sopravvive per inerzia. Sulla base di questo scenario si muove un assassino, ed un ex investigatore sulle sue tracce. Ma non è un noir freddo, che si muove mettendo insieme pezzi per giungere ad una conclusione… è un racconto che in qualche modo approfondisce il lato della fragilità di ogni personaggio, o almeno è questo che ho tentato di fare…
La cosa interessante di Maybe è il suo essere ibrido fra fumetto e racconto.
Come ti dicevo, non credevo che la cosa avrebbe preso effettivamente forma, o meglio non questa forma, all’inizio si era parlato di un sito… di un piccolo progettino da mettere on-line, poi è stato un crescendo di entusiasmo, Oscar si è messo a cercare qualcuno che ce lo producesse a costo zero, e che credesse in questo albo, così siamo entrati in contatto con Claudio Sacchi della ComixComunity che ce lo ha prodotto e che si sta facendo in quattro per distribuirlo.
18)Incredibilmente quando nelle tue cose, trovo sempre il ricordo dell’acqua e del cibo…anche se stai parlando di tutt’altro…..credi che sia una mia fobia oppure c’è qualcosa di vero?
Mah… se prendo Insomnia, mi viene subito da pensare al cibo. Ai disturbi alimentari. A come il rapporto che abbiamo con il cibo sia il primo a risentire del nostro stato d’animo. Dell’acqua anche… mi tornano a mente certe scene di pioggia, o di Elisa che scende in strada quando piove, che si butta sotto la doccia per lavarsi di dosso qualcosa che non se ne va, e ritorna spesso l’acqua per questo personaggio. Se invece devo pensare in generale alle cose che scrivo, anche a quelle in cui non sono evidenziati questi particolari, mi viene comunque in mente che l’acqua e il cibo sono due cose che sono molto vicine fra di loro e a cui penso spesso, e quindi può darsi che tu sia andato più a fondo di quel che pensi… e che siano magari delle mie fobie, invece che tue;)
19)La poesia, la scrittura, possono salvare la vita? Possono essere l’unico vero amore di una vita intera?
eccomi arrivato col gelo feroce che mi sta prendendo alla gola e alla testa. ecco ci sono un po' di novità, l'intervista alla lisa, lunga, dettagliata, che se qualcuno la vuole leggere meglio gliela spedisco al suo indirizzo e poi un piccolo mio racconto che doveva partecipare a un concorso e poi è morto lì, è una bozza, o forse è finito, ma lo lascio così e basta. ho seguito lunedì un dibattito sull'ultimo film di almodovar e sono veramente più convinto, ma lo ero già, di quanto ferrrara sia una testa di cazzo e l'altra che gli siede da parte, una specie di decerebrata buonista tipica portavoce di uno come bertinotti, che sopporto ancora di meno...andrò a vederlo quel film......ciao
oggi
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